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Accedi al Comunicato Stampa: Claudio Teseo, TALENTUM Coop.

Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa dal team di Claudio Teseo, imprenditore fondatore di TALENTUM Coop.

Recentemente, TALENTUM Coop. Sociale di Claudio Teseo con sede a Montesilvano (Pescara) ha attivato anche un’attività di apicoltura, mediante l’inserimento di una ventina di arnie. Tutto il processo è realizzato all’interno della Cooperativa stessa, che dispone anche di un laboratorio. L’apicoltura consiste nell’allevamento di api, al fine di poter fruire dei prodotti derivati dal lavoro delle api all’interno dell’alveare. Quest’ultimo è un’arnia costituita da una famiglia di api e l’apicoltura è un’attività gestita da un esperto nel settore, l’apicoltore. 

Quest’ultimo deve avere cura delle api, assicurando loro soccorso e le giuste risorse perché possano vivere e svilupparsi. In cambio di questo lavoro, l’apicoltore può fruire del prodotto offerto dalle api: miele, ma anche propoli, pappa reale, cera d’api e polline. La pratica dell’apicoltura afferisce al settore della zootecnica. 

Prendersi cura di un alveare vuol dire preoccuparsi che le api abbiano il necessario per vivere e per svilupparsi, in relazione al periodo, alla stagione e alle condizioni dell’ambiente. In particolare, l’apicoltore effettua le seguenti operazioni: effettuare periodicamente il cambio dei telaini da nido; verificare che la colonia di api non si indebolisca e il numero non decresca; tenere le arnie sollevate da terra almeno 80 cm, perché non si realizzino invasioni e per evitare umidità, alluvioni, ostacoli e problemi di ogni genere; mantenere bassa l’erba; girare l’ingresso dell’arnia verso sud – est, perché le api vengano svegliate fin dall’alba e inizino presto il loro lavoro; prediligere zone toccate da una buona luce solare, ma evitando aree esposte a climi che potrebbero arrecare danni all’alveare. Un alveare è costituito da un’unica famiglia o colonia. A sua volta, la colonia di api è formata da una sola ape regine, molte api operai, ma impossibilitate a riprodursi, da un limitato numero di fuchi e da un insieme di larve, che formano la covata. 

Al fine di assicurarsi la sopravvivenza, una colonia di api deve mettere insieme il maggior numero di risorse e provviste nel corso della buona stagione, per trascorrere al meglio l’inverno. Come per ogni attività, l’apicoltore deve rispettare vincoli burocratici e di sicurezza, tra cui: aprire una Partita IVA; iscriversi al Registro delle Imprese e alla Camera di Commercio; compilare ed inoltrare il modello SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività); creare un laboratorio che rispetti tutte le norme igieniche – sanitarie secondo i dettami della ASL e qui effettuare la lavorazione dei prodotti; rispettare tutte le norme igienico sanitarie; conseguire un permesso di vendita dei  prodotti, avendo a disposizione un libretto di idoneità sanitaria, rispettando anche tutte le norme in tema di sicurezza e di etichettatura. 

Se, però, l’apicoltura è un hobby, sarà necessario che il volume d’affari dell’apicoltore non superi i 7000 euro. Pertanto, non sarà costretto a pagare l’IVA e ad aprire una laboratorio. Sarà sufficiente prevedere uno spazio in casa, rispettando le norme igienico – sanitarie. Non esistono studi o titoli particolari da conseguire per poter fare l’apicoltore, ma generalmente sarà necessario possedere conoscenze nei seguenti settori:  

  • Anatomia e fisiologia delle api; 
  • Botanica delle specie vegetali presenti sul terreno di lavorazione;
  • Patologie e regole di cura delle api; 
  • Tipologie di miele; 
  • Tecniche di lavorazione e di etichettatura per la vendita. 

Infine, come per l’orticoltura, anche l’apicoltura ha proprietà benefiche e favorevoli, perché dona all’uomo una sensazione di pace e tranquillità. 

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Novità Claudio Teseo: UNIPOC Università Popolare Cattolica

L’Università Popolare Cattolica (UNIPOC) ha sede a Roma, in Via Santa Teresa 23. I programmi di studio che caratterizzano l’Università Popolare Cattolica si concentrano sulla religione e sulla filosofia, ma trovano il loro completamento attraverso l’approfondimento di discipline artistiche, umanistiche, linguistiche, letterarie, sociali e, in parte, anche scientifiche. Infatti, uno dei corsi che UNIPOC offre ai suoi studenti afferisce al campo della filosofia, ma con un approfondimento particolare sulla Bioetica Medica. 

Il corso mette a disposizione degli studenti un approfondimento sull’etica, con l’obiettivo di aiutare gli studenti a prendere consapevolezza delle proprie responsabilità e a migliorare la relazione professionale con le altre persone con cui saranno chiamati ad interagire nell’ambiente di lavoro. La base degli insegnamenti fruibili in questo corso sono tratti dalla dottrina della Chiesa Cattolica, ma essi saranno applicati ad un contesto concreto, dove la riflessione etica incontra la vita quotidiana. 

L’offerta formativa si costituisce di lettura, dibattiti in classe e lezioni con esperti, che forniranno agli studenti informazioni di base utili per dare forma a conoscenze e convinzioni personali. In particolare, il termine “bioetica” è formato da due parole: “èthos”, che vuol dire “carattere o comportamento, costume, consuetudine” e “bìos”, “vita”. La bioetica, poi, identifica quella disciplina che affronta le “questioni morali legate alla ricerca biologica e alla medicina”. Tuttavia, la ricchezza di una materia come la bioetica sta nella sua capacità di abbracciare, contemporaneamente, più discipline, quali: “la filosofia, la filosofia della scienza, la medicina, la bioetica clinica, la biologia, la giurisprudenza, il biodiritto, la sociologia, la psicologia e la biopolitica, nelle diverse visioni morali atee, agnostiche, spirituali e religiose”. Pertanto, le persone che optano per questo percorso di studi acquisiscono una specializzazione nel campo e un titolo come e “bioeticisti” o “bioetici”. 

Leggi questa distinzione: bioetica cattolica e bioetica laica

Si può distinguere tra una bioetica cattolica ed una bioetica laica. La “bioetica cattolica ufficiale” costituisce quella branca veicolata dai documenti del magistero della Chiesa, ma anche dagli scritti di quegli studiosi che si pongono in coerenza con il magistero stesso. Inoltre, la bioetica cattolica si rintraccia anche nella comunità scientifica, dove temi delicati e particolari rappresentano il cuore degli studi: “la sacralità e indisponibilità della vita, sostenendo che la persona umana, come non è la creatrice della vita, così non ne è la proprietaria”, la lotta all’aborto, l’illegalità del suicidio voluto e dell’eutanasia. Infatti, la bioetica cattolica afferma che ogni persona “ha il diritto/dovere alla vita, intendendosi, con questa definizione, la forma di vita umana dal momento del suo concepimento a quello della sua morte naturale”. La bioetica laica “si differenzia dalla parte preponderante delle visioni religiose in quanto non vuole imporsi a coloro che aderiscono a valori e visioni diverse”. Pertanto, la bioetica laica mette in evidenza la responsabilità umana, chiamata a prendere decisioni sulla propria vita, dall’inizio al suo termine. Si tratta dell’”etica della disponibilità della vita, dove “l’individuo deve essere libero di poter scegliere, in situazioni particolarmente difficili, secondo le sue considerazioni, le sue credenze”. Dunque, la bioetica laica è contro la religione, ma può definirsi “areligiosa”.